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La Mafia non esiste. (1 in linea)
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Discussione: La Mafia non esiste.
#417
salvatore.baglieri (Utente)
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graphgraph
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La Mafia non esiste. 2008/02/12 16:53  
Io sono qui, circondato dalle mura della mia stanza che ha ancora un poster della sirenetta e la raccolta di topolino sulla libreria.
Sono un uomo, un animale razionale con mille pensieri, emozioni, sentimenti che mai le parole riusciranno ad esprimere.

Sono un uomo, con ambizioni, progetti, uno di quelli che si emoziona ancora, che non ha le rughe agli occhi e quell'espressione di chi si arrende ed abbassa la testa pensando al proprio lavoro.

Sono un uomo che si diverte a passare la sera con quei 4..5 amici di una vita, ridendo e scherzando per chi fa il rutto più grosso, lamentandosi di cosa non va e sognando una spiaggia deserta in cui i tuoi figli corrano per tirarsi vere pallottole di sabbia umida.

Fuori da qui, da questa porta, ci sono altri uomini che non la pensano come me.
Sono bestie, carogne, feccia, sterco...

Sterco che ha il coraggio di rubare, di estorcere denaro, di vivere alle spalle del prossimo... ma che decide di prendersi il diritto di ucciderlo quel prossimo. Uccidere.

Nessuno di noi sa veramente cosa voglia dire, nemmeno io. Ma posso solo immaginare quell'attimo in cui premi il grilletto, la pallottola penetra nella carne e, in un attimo, la vita di un uomo finisce. E' un attimo, in cui dello sterco cancella la tua storia, tutto ciò che hai costruito, tutte le emozioni che hai provato, tutti i sacrifici e gli sforzi del tuo lavoro, cancella l'espressione del tuo viso.

Non possiamo capire e, per quanto ci sforziamo, non riusciamo ad entrare nel complesso meccanismo neanche quando accade vicino a noi.

E allora:
4 maggio 1980: Emanuele Basile muore a 8 km da casa mia
3 settembre 1982: Carlo Alberto Dalla Chiesa muore a 35.1 km da casa mia
29 luglio 1983: Rocco Chinnici muore a 36 km da casa mia
29 agosto 1991: Libero Grassi muore a 40 km da casa mia
23 maggio 1992: Giovanni Falcone muore a 35.6 km da casa mia
19 luglio 1992: Paolo Borsellino muore a 33.8 km da casa mia
...

La cosa più triste non è la morte di chi ha lottato contro la mafia, ma il sapere che, ogni giorno, le vite di migliaia di lavoratori vengono umiliate e private del vero senso.
Ogni giorno questi uomini vengono lasciati in vita, perchè la loro esistenza è linfa vitale per quello sterco. Ed è davvero umiliante, sapere di essere vivi e contribuire al cancro della nostra regione, piuttosto che morire con la speranza che almeno tuo figlio possa stare disteso su una spiagga e guardare i tuoi nipoti ricorrersi mentre il sole illumina l'acqua, il sale si attacca alla pelle e l'odore di pasta al forno dei Palermitani appena arrivati ti fa sentire orgoglioso di essere Siciliano.

...mentre io continuo a guardare il volto della Sirenetta lì sulla parete della mia stanza, sapendo che uscendo da qui, continuerò a respirare aria piena di sterco.

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/partinico-sparatoria/partinico-sparatoria/ partinico-sparatoria.html
12 febbraio 2008: Giampaolo e Giuseppe Riina muoiono a 600 metri da casa mia.
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#421
julina (Utente)
Messaggi: 36
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La mafia minaccia il vescovo Michele Pennisi 2008/02/12 20:50  
La mafia minaccia il vescovo Michele Pennisi

Degli "angeli custodi" con la divisa sorveglieranno le sedi religiose dell'arcivescovado di Piazza Armerina per tutelare l'incolumità del vescovo, monsignor Michele Pennisi, preso di mira in un volantino ingiurioso in cui viene criticato per non avere disposto la celebrazione in chiesa dei funerali del boss gelese Daniele Emmanuello, ucciso mentre tentava di fuggire alla cattura della polizia lo scorso 3 dicembre. Il servizio di tutela è stato disposto dal Comitato per l'ordine e la sicurezza riunitosi stamani nella Prefettura di Enna per analizzare quanto è accaduto. La lettera, con le frasi che la polizia giudica "farneticanti" dove si incita anche ai boss, è stata rinvenuta a Gela, città che ricade nella diocesi. La Procura di Caltanissetta ha aperto un'inchiesta per scoprire gli autori del volantino, mentre gli investigatori fanno notare che non è la prima volta che a Gela circolano lettere anonime, molte in passato sono state quelle indirizzate al sindaco Rosario Crocetta, a preti, sindacalisti e politici. "Il Signore ci liberi dal pizzo e dalla mafia", si limita a commentare monsignor Pennisi. La Diocesi di Piazza Armerina fa sapere che "il vescovo si mostra sereno e consapevole di avere operato per il bene, coerentemente con il suo compito di pastore". "La sua azione contro l'illegalità - dice il direttore della diocesi Giuseppe Rabita - è in sintonia con la linea della chiesa italiana, recentemente espressa dal Cardinale Bagnasco nell'ultimo Consiglio permanente della Cei e nella recente sessione della Conferenza Episcopale siciliana". Nella nota la Diocesi aggiunge che "la Chiesa di Piazza Armerina intende impegnarsi a fare la sua parte sia dal punto di vista della catechesi e dell'educazione morale al rispetto della legalità; siamo quindi pronti a collaborare, attraverso la Caritas diocesana, con l'associazione antiracket e antiusura sorta a Gela". Riguardo alla mancata celebrazione delle esequie di Daniele Emanuello nella Chiesa Madre, "così come richiesto dai familiari - chiarisce Rabita - il vescovo si è attenuto alle disposizioni dell'autorità competente, ricordando però di non aver fatto mancare la necessaria assistenza spirituale ai familiari con la celebrazione del rito nella cappella del cimitero da parte di un padre francescano".
lunedi 11 febraio
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