|
gen 26
2008
|
Cuffaro, aria di dimissioniScritto da admin in Rita Borsellino, Mafia, elezioni, dimissioni, Cuufaro, Cuffaro, ARS |
|

PALERMO - L'Assemblea regionale siciliana è stata convocata alle 12 in seduta straordinaria su richiesta del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, che ha annunciato comunicazioni urgenti. La notizia è stata data ai parlamentari siciliani dal presidente dell'Assemblea Gianfranco Miccichè durante la seduta per l'esame della Finanziaria.
Il governatore, che non ha partecipato stamattina all'apertura dell'anno giudiziario a Palermo (a rappresentare la Regione l'assessore ai Lavori pubblici Agata Consoli), aveva parlato all'Ars l'altro ieri dopo che il Pd aveva presentato una mozione, sottoscritta da tutto il centrosinistra, per chiedere le sue dimissioni dopo la condanna a 5 anni di carcere per favoreggiamento. L'Assemblea aveva respinto la mozione. Cuffaro aveva detto che avrebbe riflettuto sulla possibilità di lasciare l'incarico.
Secondo le notizie che circolano nel suo staff, sarebbe amareggiato per questi ripetuti attacchi. Nessuna preoccupazione invece, sempre secondo queste fonti, per le notizie provenienti da Roma circa un possibile provvedimento di sospensione da parte del presidente del Consiglio dei ministri, al quale è stato trasmesso il dispositivo della sentenza. Secondo il parere di alcuni giuristi non vi sarebbero infatti i presupposti per l'applicazione della norma in questione.
Per oggi alle 16 è previsto una corteo, cui hanno aderito sindacati, partiti e movimenti, che da piazza Politeama sfilerà fino a palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione, per chiedere le dimissioni di Cuffaro.
"La convocazione straordinaria dell'Ars, fatta dal presidente Miccichè, su richiesta del governatore Cuffaro, può prefigurare che il presidente della Regione si dimetta", dice il deputato regionale del Pd, Pino Apprendi.
Dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento del governatore, l'opposizione di centrosinistra all'Ars e al comune di Palermo ha chiesto le dimissioni del presidente e a queste voci politiche si sono aggiunte anche quelle di movimenti e sindacati. Lo stesso Micicchè ha attaccato il governatore per il presunto festeggiamento alla notizia della caduta, nella sentenza del processo, dell'aggravante per mafia.
Ieri la richiesta a Cuffaro di lasciare l'incarico ha "unito" anche il segretario di Prc, Franco Giordano e il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. "Non mi capita quasi mai di essere d'accordo con Luca Cordero di Montezemolo - ha detto Giordano -, ma come si fa a non dargli ragione sulla vicenda Cuffaro? Mentre gli imprenditori cercano di liberare la Sicilia dalla mafia c'è un presidente della Regione, condannato a 5 anni con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, che ritiene di dover restare al suo posto".
Per Pier Ferdinando Casini, invece, l'invito del presidente di Confindustria è stato "comprensibile ma fuori luogo". "Non penso - ha affermato Casini nel corso di 'Primo Piano' su Raitre - che la Confindustria in Sicilia sia in grado di scagliare la prima pietra: ci sono stati episodi ben peggiori di quello di Cuffaro".
26 gennaio 2008, ore 16,00. Sit-in dei Comitati cittadini degli studenti per la Sicilia, per le dimissioni del Presidente della regione siciliana Salvatore Cuffaro.



