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Categoria >> Forum

feb 15
2008

Totoregionali: agitazione dei Poli

Scritto da ingdade in SiciliaRita BorsellinoPortale webPartecipazioneNetworkMafiaLibertàinternetintellettualiForumelezionidimissioniDemocraziaCuffarocommunityARSantimafia


Ragazzi continuiamo a fare santire la nostra voce in ogni modo. Ognuno di noi contatti quanta più gente possibile e la scuota affinchè si possa costruire davvero Un'altra Storia...
Intanto vi posto un articolo pubblicato in prima pagina su marsala.it, un e-zine molto seguito di Marsala. 

Continua il dibattito sulle candidature per l'elezione del Presidente della Regione Siciliana.
Questo l'ultimo documento prodotto dal movimento "Un'altra storia": 
"Ci sono 30 professori universitari che appoggiano la candidatura di Anna Finocchiaro e l'articolo va in prima pagina.  Dall'altro lato, in tutta Italia, ci sono oltre 2500 ragazzi siciliani che ogni giorno si impegnano per costruire il proprio futuro in una Sicilia che nulla ha dato loro, ma a cui si sentono ancora legati.
Dall'altro lato ci sono oltre 2400 voti per Rita Borsellin ooltre  sul sondaggio che il sito Repubblica propone.
Ma nessun giornale dedica nemmeno un trafiletto ad una Sicilia che vuole cambiare se stessa.
Le dimissioni di Cuffaro rappresentano, per noi ragazzi di
www.unaltrastoria.net, un’autentica opportunità per scrivere uno scenario nuovo, in cui si aprono prospettive un tempo impensabili per la nostra regione.
Per questo motivo occorre che il centrosinistra si presenti alla Sicilia con una classe dirigente capace di pensare e agirecap agire in totale discontinuità con un modello culturale e amministrativo, da cui invece la componente maggioritaria del centrodestra appare incapace di staccarsi. È necessario, dunque, che il centrosinistra si renda interprete delle esigenze e delle speranze della collettività.
Un progetto di questo genere non può che essere rappresentato  da Rita Borsellino, che in questi due anni ha svolto un lavoro encomiabile come massimo rappresentante del centrosinistra all’interno dell’Assemblea Regionale, coordinando le diverse anime della coalizione e incalzando il governo Cuffaro sul piano politico e programmatico. Allo stesso tempo, Rita Borsellino ha l’innegabile merito di aver mantenuto fede al proprio patto d’onore con i siciliani, continuando a costituire un punto di riferimento costante per quanti credono che un’altra Sicilia sia una prospettiva realmente raggiungibile.
Alla luce di queste riflessioni, a meno di 70 giorni da una nuova scadenza elettorale, riteniamo che il centrosinistra abbia il dovere di rompere al più presto ogni indugio sulla candidatura di Borsellino. Con il candidato Presidente deve costruire un progetto di governo innovativo, capace di guidare la Sicilia verso una rinascita economica, sociale e culturale che crei finalmente le condizioni per consentire alle nuove generazioni di continuare a vivere nella loro terra per realizzare i propri progetti di vita, senza l’incubo della minaccia mafiosa o dello strapotere clientelare della politica".

Udc: libertà di alleanze
A Bari per un incontro con i dirigenti dell'Udc Lorenzo Cesa, segretario del partito, incontrando i giornalisti parla anche di alleanze politiche alle elezioni amministrative. "Ieri in direzione - ricorda Cesa - abbiamo deciso di lasciare ai nostri comitati provinciali la libertà di decidere come agire per le alleanze. Naturalmente siamo un partito di centro che guarda ad alleanze di centrodestra. Ma se ci sono situazioni locali diverse i nostri dirigenti decideranno sul da farsi".

Quanto poi alla specifica situazione della Sicilia e del rapporto di alleanza tra il governatore uscente Cuffaro e il prossimo candidato Lombardo, Cesa dice: "Il rapporto con Lombardo è molto solido, come tra vecchi amici che la pensano allo stesso modo. Lombardo è un democristiano come noi e penso che questo pesi molto sulla sua scelta noi peraltro con grande lealtà lo sosterremo alla guida della regione Sicilia".

Il segretario dell'Udc conta anche molto sul radicamento in Puglia: "Qui possiamo superare l'8%. Ma noi avremo comunque senatori in Puglia, come in Sicilia, Veneto, Marzoe, Abruzzo e Sardegna". 

Cuffaro: "Non capisco Berlusconi"
''Non capisco perche' Berlusconi, che ha vinto una partita, la stia riaprendo. La cosa piu' giusta sarebbe un alleanza con il Pdl, ma se questo non sara' possibile avremo l'orgoglio e la dignita' di andare alle elezioni col nostro simbolo''. E' quanto dichiara il vice segretario dell'Udc, Salvatore Cuffaro, arrivando alla direzione nazionale del partito. A chi gli chiede poi se abbia deciso di candidarsi alle politiche, l'ex governatore della regione Sicilia, risponde: ''Vedremo, io mi sento appagato del ruolo che svolgo nel partito sono sereno e lavoro per far crescere l'Udc''. In merito poi a un'eventuale alleanza dell'Udc con la Rosa Bianca, Cuffaro spiega: ''Non so cosa succedera', quello che e' importante e' stare sul territorio e rappresentare i nostri valori con un simbolo riconoscibile''.

gen 31
2008

Esiste il senso di comune?

Scritto da admin in Portale webPartecipazioneNetworkLibertàinternetForumDemocraziacommunity

All’interno di questa società chiusa le mire e le prepotenze di una minoranza hanno sempre  avuto il sopravvento sui sogni, sulle aspirazioni, sui desideri della maggioranza. In ottocento anni è cambiato pochissimo della struttura dei siciliani e dei meccanismi del potere. Dai normanni in avanti la classe dominante ha dato il massimo appoggio a ogni conquistatore. Per un intreccio d’ignoranza, di cecità, di arretratezza civile, solitamente spacciato per superiore qualità umana, gli sfruttati non hanno mai ambito a eliminare gli sfruttatori, bensì a farne parte. Tutti attratti dall’esercizio della supremazia.

Gioca pure una scarsa educazione a comprendere le ragioni altrui. L’ambiente insegna che soltanto chi prevale merita rispetto. E più i metodi sono spregiudicati, più si è rispettati. La stessa mafia imprenditrice è una pia invenzione.  Le proteste, le rivolte hanno riguardato la salvaguardia di un privilegio. La nostra storia è piena di episodi nei quali la speranza di un miglioramento si è legata all’intervento del re - fosse quello di Spagna o, addirittura, il Borbone di Napoli - giacché soltanto dal trono poteva giungere una soluzione meno iniqua.

La Sicilia non si è mai sollevata nel nome di un bene comune, di un obiettivo condiviso. Persino la fiammata dell’indipendentismo nel ’44-’46 fu espressione di un’esigua minoranza massone, detentrice di sterminati terreni, allacciata con la mafia. Agitando la bandiera di una nazione siciliana, alla quale la maggioranza dei siciliani rimaneva indifferente, il vertice indipendentista difendeva precise convenienze. Coincidevano con i feudi dei possidenti. Costoro temevano la democrazia, temevano la minaccia rossa, temevano di esser costretti a misurarsi con la modernità. Da quel giorno il contesto non è mutato.

 E in questo giorni in cui si decidono i candidati per la regione Siciliana, non si è ancora capito perchè sono tutti indecisi, se come dicono l'obbiettivo è unico: il ripristino della legalità e della normalità in Sicilia!

 

 

 

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